Veneto-Londra roundtrip: il mio racconto


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Un bellissimo pomeriggio autunnale, tanti volti sorridenti e la voglia di circondarsi di cose belle e buone.

Ecco gli ingredienti di “Veneto-Londra: roundtrip”, un evento-viaggio alla scoperta delle ricette del territorio e dell’arte della tavola, che abbiamo ospitato sabato scorso nella meravigliosa cornice della Molinella.

Abbiamo dato il via raccontando l’esempio positivo di una giovanissima food writer della Saccisica che da anni vive a Londra, Valeria Necchio, che ha appena pubblicato il suo primo libro di cucina interamente in inglese.

Il libro, ”Veneto. Recipes from an Italian Country Kitchen”, ci è stato raccontato dalle parole di Valeria e, grazie alle domande dei partecipanti, abbiamo approfondito la sua esperienza di food writer in un contesto internazionale.

Tra le curiosità e i retroscena legati alle storie contenute all’interno del libro, è emerso il forte legame con il territorio, riscoperto proprio grazie alle esperienze internazionali.
Un legame che si percepisce non solo dalle ricette ma anche da ogni singola foto. Ogni foto racchiude una storia, come quella dei bruscandoli che Valeria ha scattato prendendo un last-minute da Sydney. Quasi 24 ore di volo e un’attraversata transoceanica per riuscire ad arrivare in tempo per la stagione dei bruscandoli. O come gli asparagi bianchi, una verdura tipica del nostro luogo e introvabile in qualsiasi altro posto.

Ci siamo poi spostati nella sala accanto per mettere le mani in pasta: per l’occasione non potevamo non scegliere un dolce tipico della tradizione, realizzato con la farina di mais, ingrediente conosciuto e utilizzato fin dall’antichità, ma che è stato riscoperto e valorizzato attraverso diverse ricette.

Io e Valeria abbiamo così preparato i zaeti, tipico biscotto veneziano, seguendo la ricetta tratta dal libro “Veneto”. Durante la preparazione ci ha raccontato come la “classica” nonna italiana, che si diletta in cucina con pasta fatta in casa, arrosti e dolci, è vista in Inghilterra (ma anche il tutto il mondo), come una figura iconica, che tutti ci invidiano. Dopo aver realizzato e infornato i dolcetti, siamo passati alla terza e ultima parte del nostro pomeriggio: un viaggio alla scoperta dell’afternoon tea e della corretta mise en place.

Un rito a me carissimo, per cui ho voluto condividere gli accorgimenti per preparare un perfetto momento dolce e ricevere gli ospiti in maniera impeccabile: i cucchiaini da usare, il giusto grado di acqua per il tè e, infine, i diversi tipi di zucchero. Perché non esiste solo lo zucchero raffinato, ma anche lo zucchero grezzo di canna che rispetto al precedente conserva tracce di melassa che gli dona il colore dorato. Infine, per chi vuole uno zucchero né raffinato né sbiancato, c’è lo zucchero integrale in cui le qualità della canna rimangono inalterate.

Abbiamo voluto preparare per l’occasione una tavola dal sapore decisamente autunnale: le zucche del campo, le foglie colorate raccolte dal giardino, un po’ di candele, qualche dettaglio vintage, tante tazze colorate…et voilà, tutto pronto per l’ora del tè!

Una sorta di social tea in cui i nostri ospiti hanno potuto scegliere la loro tazza porcellana e poi assaggiare due tipi di tè, nero e verde, e i dolcetti che avevamo preparato.

Per concludere in bellezza e dolcezza, abbiamo salutato i nostri ospiti con un dolce regalo-ricordo della giornata: le farine Molino Rossetto, tra cui quella integrale di mais, e gli ingredienti per preparare a casa i zaeti e rivivere la bella giornata trascorsa assieme.

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