Una passione di famiglia


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Quella di Molino Rossetto è la storia di famiglia di mugnai che si tramanda dal 1760.
Le prime tracce che ci sono pervenute risalgono proprio a quell’anno, quando Angelo Rossetto diviene possidente di un Molino a Fiola, un piccolo paese della provincia di Vicenza.
È poi il 6 giugno del 1975, quando Giovanni Carlo acquisisce un molino a Pontelongo, il paese conosciuto per il suo antico zuccherificio, e per la farina. Tanto che ancora oggi la prima settimana di dicembre è dedicata alla Festa dello zucchero, elemento fondamentale, assieme anche alla farina, per la realizzazione di tutte le ricette dolci.


Da allora impegno e passione animano questa azienda che ha saputo crescere e rinnovarsi nel tempo.
Fin da piccola giocavo sulle montagne di grano e saltavo sui sacchi di farina, una passione di famiglia che con molto entusiasmo ho trasformato nel mio lavoro. L’intuizione e il coinvolgimento in azienda di un team di ragazzi giovani mi hanno sicuramente aiutata a innovare e creare valore a un prodotto, come la farina, da sempre considerata una commodity. L’impegno di Molino Rossetto, tradotto in una scelta strategica, è quello di proporsi ad un consumatore sempre più curioso con prodotti innovativi e funzionali, semplici e veloci, sani, biologici e naturali.

Con un occhio di riguardo anche all’ambiente: da due anni sono testimonial orgogliosa di Oxfam ed è grazie a questa collaborazione che è nato il mio viaggio in Ecuador alla scoperta della microimprenditoria femminile locale.


Con la campagna #sfidolafame, assieme a Oxfam abbiamo voluto “sfidare” le  persone ad attuare comportamenti concreti contro lo spreco di cibo, acqua e energia, attraverso le piccole abitudini quotidiane. E questa sfida l’abbiamo attuata anche in Molino Rossetto impegnandoci attraverso una serie di azioni che, anche se nel piccolo, possono comunque fare la differenza.
L’utilizzo di imballi in carta FSC (Forest Stewardship Council), ovvero provenienti da foreste controllate e gestite in maniera ecologicamente ed eticamente sostenibile, secondo severi standard ambientali e normative internazionali. L’utilizzo di energie rinnovabili che dal 2010, ci permettono di soddisfare il fabbisogno energetico necessario al funzionamento di tutte le fasi di confezionamento dei nostri prodotti. Ma anche la movimentazione di merci all’interno dell’azienda attraverso mezzi elettrici.


Infine, ma non per importanza, un progetto di cui vado molto orgogliosa, la conversione in biologico dei campi a La Molinella, il recupero di una Casa Colonica, come centro di pensiero e cultura gastronomica. Sapere, Fare, Essere. Il recupero del Sapere, il Fare legato alla manualità e l’Essere concentrato sul rispetto della terra.
La Molinella è il punto di riferimento per eventi, corsi di cucina, attività legate al mondo della farina.

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1 Commenti

anna maria ometto
Reply 30 settembre 2017

Brava Chiara. Mi piacciono le storie di famiglia dove si passa il testimone, la continuità si intreccia con l'adattamento e l'innovazione, l' essere imprenditore/imprenditrice col cuore.

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