Come sono diventata testimonial di #sfidolafame


Sono convinta che sviluppo e sostenibilità siano due parole che non si possono scrivere separate. Così i loro concetti devono, nella mia idea di fare impresa, camminare mano per mano.

Ecco perché ho deciso di impegnarmi attivamente, attraverso un contributo concreto e tangibile, per sostenere e promuovere i progetti di Oxfam.

Ho scelto Oxfam perché apprezzo la loro attenzione al mondo femminile, che non posso che sentire vicina al mio mondo.

Penso infatti alla nostra realtà, dove ogni giorno cerchiamo di valorizzare l’imprenditoria femminile: basti pensare che i nostri uffici sono quasi esclusivamente diretti da una squadra di giovani donne.

Per Oxfam abbiamo dato il nostro impegno, in particolare, alla campagna #sfidolafame, che sostiene in numerosi Paesi le donne che lottano per sfamare se stesse e le loro famiglie dedicandosi alla coltivazione degli antichi grani andini, in particolare quinoa e amaranto.

Come vi raccontavo, lo scorso luglio sono stata in Ecuador proprio per toccare con mano i risultati di questo progetto e per visitare le comunità di Cotacachi, dove tante micro-imprenditrici combattono le loro piccole, grandi, battaglie quotidiane, offrendo le proprie risorse ai loro familiari, i “dipendenti”, per farli crescere.

Quello che più mi ha emozionato è vedere da una posizione privilegiata quell’insieme di conoscenze ed esperienze uniche che sono tipiche di una realtà rurale dall’impronta femminile e che raccontano un rapporto ancestrale con la terra e i suoi frutti.

Tornando per un attimo in Italia e alla mia idea di imprenditoria, per me sostenibilità significa anche etica. Come cerco di crescere eticamente? Ad esempio invitando i fornitori e ogni anello della filiera ad autovalutare le proprie performance. È una strada che stiamo percorrendo anche noi, sempre con Oxfam Italia e NeXt per determinare il grado di sostenibilità della nostra catena produttiva.

Il percorso che abbiamo intrapreso è fondamentale per me: insieme ad Oxfam continueremo a studiare collaborazioni, che valorizzino ulteriormente lo sforzo imprenditoriale, e la vita, delle piccole coltivatrici dell’Ecuador.

E proprio in virtù di questo legame con l’Ecuador, abbiamo voluto sostenere concretamente le comunità colpite dal terremoto lo scorso 18 Aprile.

Con Molino Rossetto, quindi, abbiamo deciso di finanziare l’acquisto di 25.000 kit di trattamento acqua: ciascun sacchettino, del peso di 5 g, viene distribuito insieme ai kit igienico sanitari, ed è in grado di purificare 20 litri d’acqua, per un totale di 500.000 litri. Il contributo di Molino Rossetto garantirà per un mese acqua pulita a oltre 4000 persone, aiutando a prevenire il diffondersi di malattie legate all’utilizzo di acqua contaminata.

Domani presso Palazzo Moroni del comune di Padova, alla presenza del Sindaco di Padova Massimo Bitonci, della Console Generale dell’Ecuador a Genova Narcisia Soria Valencia e della Console Generale dell’Ecuador a Milano Maria Gabriela Vera Baturto, si terrà la conferenza stampa in cui verrà annunciata questa iniziativa e presentata in anteprima la mostra fotografica itinerante, pensata per sensibilizzare le persone sui progetti dell’organizzazione nel paese, che li vede in prima linea anche in questa emergenza.

#sfidolafame

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