Argento: le origini di una storia millenaria


argento le origini

In questi giorni sono a Parigi. Precisamente al Sial, Salone internazionale dell’alimentazione. E chi segue il mio blog sa che Parigi, con i suoi colori e i suoi profumi, è in assoluto una delle mie città preferite. Non so se sia colpa dell’atmosfera che si respira, ma l’eleganza e la raffinatezza di questa città mi ha fatto subito venire in mente il progetto, in cui credo molto, della valorizzazione dell’argento. Anche perché molti aneddoti e curiosità di questo elemento prezioso, dal fascino senza tempo, sono proprio legate alla Francia.

Sapevate, ad esempio, che alle origini della sua diffusione c’è un legame quasi indissolubile con la Chiesa?
Sì, perché essendo la consacrazione dell’eucarestia, del vino e la comunione sono da sempre i momenti più alti della liturgia sin dal Medioevo, la Chiesa aveva stabilito che i calici e tutti gli altri oggetti destinati alle funzioni religiose dovessero essere particolarmente ricercati, in oro o argento e con incastonate delle pietre preziose.

E le parrocchie più povere che non potevano permettersi uno sfarzo esagerato? Per loro era consentito l’utilizzo di materiali più poveri come ad esempio il rame… ma sempre rivestito in argento. Alla base di questo legame c’è una ragione pratica: l’argento era prediletto in virtù delle sue proprietà antibatteriche, che aiutavano a prevenire il diffondersi delle malattie.

Se un momento importante per la diffusione di questo materiale si ha con la scoperta dell’America, quando aumenta la domanda di oggetti anche da parte delle classi borghesi che non appartenevano al clero, è con Caterina de Medici, abile politica e donna di grande cultura, che si scrive un altro importante capitolo della storia dell’argento.
Fu infatti la sovrana di origini fiorentine che, non soddisfatta della cucina della corte di Francia, fece arrivare a Parigi cuochi dalla Toscana e influenzò così la famosa cucina francese, introducendo in Francia anche l’uso della forchetta, fino ad allora sconosciuto ai cugini d’oltralpe.

A Firenze le posate erano in uso da molto tempo. Nel 1492, nell’inventario dei beni di Lorenzo il Magnifico, compaiono coltelli, cucchiai e ben 56 forchette. Dalla città toscana, all’epoca ritenuta la più raffinata, elegante e intellettuale d’Europa, Caterina de Medici porta con sé un tocco di eleganza… nella vita di corte francese. Nelle prossime settimane vi svelerò ancor di più su come il fascino di questi nomi e la “pratica” eleganza dell’argento mi abbia ispirato nel voler portare un tocco di buon gusto nella vita di ogni giorno.

2 Commenti

stefania
Reply 19 ottobre 2016

Anch'io adoro l'argento. Ho ereditato un servizio di posate che uso tutti i giorni, adoro la posateria e gli accessori, saliere,oliere,vassoi, con la patina del "vissuto".

Chiara Rossetto
Reply 25 ottobre 2016

Gentile Stefania, quella dell'argento è una bellissima passione! Anche io quando ero piccola mi divertivo a giocare con le posate di mia mamma. Ed è ancora più bello trasmettere queste passioni anche alle nuove generazioni.
Continua a seguire il mio blog!
Chiara

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